PRP intravescicale nella cistite interstiziale: una nuova opzione terapeutica per i casi refrattari?
La cistite interstiziale o sindrome del dolore vescicale (IC/BPS) è una patologia complessa che può avere un impatto significativo sulla qualità di vita. Nei casi in cui le terapie tradizionali non risultano sufficientemente efficaci, stanno emergendo nuove strategie terapeutiche orientate alla medicina rigenerativa.
Tra queste, le iniezioni intravescicali di plasma ricco di piastrine (PRP) rappresentano una delle opzioni più promettenti. In questo articolo il Dr. Daniele Porru analizza le evidenze scientifiche attualmente disponibili, i possibili benefici, i limiti della metodica e il suo possibile ruolo nella pratica clinica.
Ipotesi: favorire riparazione uroteliale e modulazione dell’infiammazione locale
Cicli ripetuti (4 sedute mensili): pazienti con C.I. (inclusi ulcera di Hunner e non-Hunner) trattati con 4 iniezioni intravescicali mensili e idrodistensione, il tasso di successo (GRA 2–3) è stato 50%, con miglioramenti del dolore, capacità vescicale e petecchie emorragiche; non sono stati riportati eventi avversi maggiori (es. infezione urinaria o ritenzione).
La risposta migliora progressivamente durante il ciclo; a 3 mesi dalla 4ª iniezione è riportato un successo intorno al 67,5%, con miglioramenti di dolore e sintomi.
Risultati migliori nei pazienti con infiammazione cistoscopica più lieve (minore grado di petecchie emorragiche) e maggiore massima capacità vescicale (es. ≥760 mL).
Protocollo e tecnica
- 4 iniezioni intravescicali a cadenza mensile di PRP autologo; in alcuni centri associate a cistoscopia ± idrodistensione (co-intervento che può influenzare risultato e interpretazione).
- Variabilità importante: preparazione PRP (con/senza leucociti, concentrazione piastrinica), numero/siti d’iniezione, volume totale, uso di anestesia e co-interventi.
Sicurezza
Nel complesso profilo di sicurezza generalmente favorevole; tuttavia la sicurezza dipende da tecnica, contesto endoscopico, profilassi/gestione rischio di infezione urinaria e standard di manipolazione ematica. In alcune serie non si osservano infezioni o ritenzione, ma questo non va assunto come “zero rischio” in assenza di studi con maggiore popolazione.
Come collocarla nella pratica clinica
- PRP intravescicale promettente ma ancora con evidenza a bassa certezza (molti dati pre-post, pochi confronti controllati).
- Se utilizzata, ha senso farlo in un percorso strutturato con obiettivi standardizzati (VAS/NRS dolore, ICSI/ICPI/OSS, diario minzionale, GRA, capacità) e definendo a priori tempo di rivalutazione e criteri di stop/continuazione.
Preparazione e sicurezza
- Indicazione e controindicazioni relative: infezione sistemica o nel sito, batteriemia, neoplasia attiva (valutazione caso per caso), grave trombocitopenia/anemia, coagulopatie non controllate, terapia anticoagulante/antiaggregante (valutare rischio/beneficio e timing).
Prelievo di sangue
- Prelievo venoso tipico 15–60 mL (dipende da quanto PRP serve e dal sistema).
- Miscelare delicatamente con anticoagulante per prevenire microcoaguli.
- Procedere rapidamente alla centrifugazione (ritardi aumentano variabilità/attivazione indesiderata).
Domande frequenti su PRP intravescicale e cistite interstiziale
Cos’è il PRP intravescicale?
Il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) è un concentrato ottenuto dal sangue del paziente attraverso una procedura di centrifugazione. Una volta preparato, viene iniettato nella parete della vescica con l’obiettivo di favorire i processi di riparazione tissutale e modulare l’infiammazione locale.
Il PRP può guarire la cistite interstiziale?
Attualmente non esistono evidenze che dimostrino una guarigione definitiva della cistite interstiziale attraverso il PRP. Tuttavia, alcuni studi mostrano un miglioramento del dolore, della frequenza urinaria e della qualità di vita in una quota significativa di pazienti, soprattutto nei casi selezionati.
Il trattamento è doloroso?
La procedura viene eseguita mediante cistoscopia e può provocare un fastidio temporaneo variabile da persona a persona. Le modalità di esecuzione e il tipo di anestesia vengono valutati dal medico in base alle caratteristiche del singolo paziente.
Il PRP è sicuro?
Le evidenze disponibili mostrano un profilo di sicurezza generalmente favorevole. Come per qualsiasi procedura invasiva, esistono tuttavia possibili rischi e complicanze, che vengono discussi con il medico prima del trattamento.
Il PRP sostituisce le altre terapie per la cistite interstiziale?
No. Attualmente il PRP viene considerato una possibile opzione aggiuntiva all’interno di un percorso terapeutico personalizzato e non sostituisce automaticamente le altre strategie di trattamento.
Bibliografia
- Simões GCS, et al. Intravesical Platelet-Rich Plasma Injection for Refractory Interstitial Cystitis/Painful Bladder Syndrome: A Systematic Review and Meta-analysis. Int Urogynecol J. 2026;37(6):1515-1522. doi: 10.1007/s00192-026-06515-9
- Yu WR, et al. Effects of Different Cystoscopic Bladder Conditions on the Therapeutic Outcomes of Intravesical Platelet-Rich Plasma Injections in Patients with Interstitial Cystitis/Bladder Pain Syndrome. Int Urogynecol J. 2026. doi: 10.1007/s00192-026-06651-2


